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Il Castello di Meleto, si trova nel centro della zona del Chianti Classico .

Castello di Meleto – Gaiole in Chianti, Siena

In questo luogo suggestivo sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al secondo livello di sommelier.

Organizzatore dell’evento l’Associazione “Il Santuccio”

 

Mezzano, uno dei borghi più belli d’Italia. Si trova in Trentino nella valle del Primiero, alle pendici delle Pale di San Martino.

 

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il carnevale in stile veneziano di Castiglion Fibocchi

Carnevale 2019 si avvicina e la Toscana offre molti spunti a viaggiatori e curiosi. Ecco un’idea di un tour in auto nella provincia di Arezzo: il Carnevale dei figli di Bocco e il paese fantasma di Castelnuovo dei Sabbioni.

Idee per il Carnevale? Ecco la nostra proposta in Toscana, che esula dal celeberrimo Carnevale di Viareggio e ci porta in luoghi un po’ meno battuti. Il giro che proponiamo è fattibile in un fine settimana. La partenza è da Firenze. Per chi arriva in aereo oppure non ha l’auto propria suggeriamo di consultare il portale Autoitalo con le maggiori compagnie di auto noleggio, per confrontare prezzi e scegliere la soluzione più conveniente.

Prima tappa: Loro Ciuffenna

Nella strada che ci porta verso il Carnevale dei Figli di Bocco, da non mancare una sosta al borgo di Loro Ciuffenna. Guidando per circa 50 km da Firenze, tramite autostrada o strada normale, si arriva ad una delle perle del Valdarno, dove da non perdere sono la Pieve di San Pietro a Gropina, gioiello alto medievale e il mulino ad acqua, il più antico della Toscana.

Seconda tappa: Carnevale dei Figli di Bocco

Attraverso la panoramica e suggestiva strada provinciale dei Setteponti, si arriva a Castiglion Fibocchi, distante solo 17 km da Loro Ciuffenna. Nel borgo sarà possibile vivere un incanto. Oltre duecento figuranti indossano costumi sfarzosi e senza tempo, nascondendo il dietro preziose maschere di cartapesta. Creature immaginarie che animano le piazze, le strade e i vicoli di un borgo antico nel quale questa tradizione carnascialesca è attestata fin dal XII secolo, come Carnevale de filiis Bocchi. Le date delle sfilate delle maschere barocche per l’edizione 2019 sono sabato 16 e domenica 17 febbraio e sabato 23 e domenica 24 febbraio. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dell’evento Carnevale dei Figli di Bocco.

Terza tappa: Castelnuovo dei Sabbioni

Proseguendo sulla strada provinciale Setteponti per circa 35 km si arriva in un luogo in tema con la magia del Carnevale: Castelnuovo dei Sabbioni che alterna scorci da paese fantasma a panorami lunari. Le case diroccate, i vicoli acciottolati e in lontananza, nella valle della vecchia miniera, la centrale termoelettrica di Santa Barbara. Un appassionato di fotografia non può chiedere di meglio! Castelnuovo dei Sabbioni è oggi sede del MINE Museo delle Miniere e del Territorio con la memoria dell’area mineraria fonte di sussistenza per gli abitanti del luogo e poi causa dell’abbandono del paese a partire dal 1963.

Sulla via del ritorno: il Chianti fra Firenze e Siena

Dal Valdarno e dal territorio aretino, potete decidere di tornare verso Firenze passando per il Chianti. Greve in Chianti dista da Castelnuovo dei Sabbioni appena 40 minuti di auto (circa 27 km). Una sosta notturna in uno dei tanti agriturismi o case vacanze, vi permetterà di esplorare il giorno successivo Panzano (Firenze) e Castellina in Chianti (Siena). Con un giro di soli 20 km in più scoprirete borghi, sapori e tradizioni che hanno reso la Toscana famosa nel mondo. A Panzano la Macelleria Cecchini porta avanti la storia della bistecca alla fiorentina, a Castellina potrete godervi le bellissime strade coperte da volte.

Giro complessivo (andata e ritorno da Firenze, escluse deviazioni) circa 200 km. Da farsi in auto (per noleggio Autoitalo). Periodo consigliato: primavera / autunno. Ma se volete vivere il Carnevale dei Figli di Bocco consultate il calendario 2019.

I borghi del Monte Amiata, Abbadia San Salvatore e Arcidosso in autunno

 

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impronte minatori

Carbonia e la Grande Miniera di Serbarìu. Visita architettonica alla scoperta della città di fondazione del periodo fascista. La storia di migliaia di lavoratori duramente impegnati nell’estrazione del carbone del Sulcis.

Costruita in meno di un anno, fra il 1937 e il 1938, Carbonia – la città del Carbone – fu ideata dai principali progettisti del tempo: Gustavo Pulitzer-Finali, Cesare Valle, Ignazio Guidi ed Eugenio Montuori. Il modello era quello di una company town: una città pianificata sullo schema di connessione fra azienda produttiva, residenza ed infrastrutture. Dodicimila gli abitanti alla sua inaugurazione il 18 dicembre del 1938, già 50.000 nell’immediato Dopo Guerra. Oggi in Piazza Roma spiccano le architetture severe della Casa del Fascio e il campanile della Chiesa di San Ponziano, in trachite, che riproduce quello di Aquileia. Nella piazza fa da contraltare alle pietre scure la scultura bianca di Giò PomodoroFrammento di vuoto“.Carbonia piazza roma torre littoria

Carbonia Piazza Roma Chiesa di San PonzianoMa Carbonia non ci sarebbe stata senza la Grande Miniera di Serbarìu. La visita al Museo della Miniera è una tappa che consigliamo a chi è di passaggio e non solo. Un pezzo di storia industriale nazionale. Un luogo dove migliaia di uomini e donne di ogni parte di Italia vennero a cercare nel nero della miniera il sogno di una vita migliore. Un lavoro stabile e salariato e abitazioni nuove facevano di Carbonia e di Serbarìu la meta ambita di chi cercava di fuggire alla povertà. Qui si parlavano tutti i dialetti, perché toscani, lombardi, sardi, campani, marchigiani, siciliani e via dicendo erano il melting pot operaio che rendeva viva la miniera. Diciottomila persone che ruotavano in turni di 8 ore.

Minatori Miniera Sibarius Carbonia foto epocaL’ingresso al Museo del Carbone costa 8 Euro biglietto intero e 6 Euro il ridotto e comprende. Si può così visitare in autonomia la lampisteria, sede dell’esposizione permanente, che accoglie la collezione di lampade da miniera, attrezzi di lavoro, oggetti di vita quotidiana, fotografie, filmati e testimonianze. Guidati invece da personale autorizzato vedrete nella sala argani la macchina dalla quale si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi. Quindi la ‘discesa’ più emozionante alla galleria sotterranea con tanto di casco da lavoro. Si scende solo al primo degli otto livelli esistenti in miniera. Il più basso si trova a 300 metri di profondità. Un luogo che lascia appena immaginare la fatica, il buio, il caldo e i pericoli della vita quotidiana del minatore. Impressionante la galleria ‘bassa’ usata per il lavoro manuale sulla vena di carbone. Altezza media 80 cm, temperatura di circa 30 gradi, umidità altissima e poco ricircolo d’aria. Vi lavoravano a turno alcuni operai che avevano la possibilità così di guadagnare di più con l’estrazione del carbone migliore. La visita guidata dura circa un’ora.

Grande Miniera di Serbariu sfoglia fotogallery

La Grande Miniera di Serbariu fu attiva dal 1937 al 1964. Delle migliaia di lavoratori che fecero parte di questa avventura industriale nell’area carbonifera del Sulcis restano testimonianze viventi e scritte. Della ricerca si occupa la Sezione di Storia Locale del SBIS (Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis). Un lavoro immane e paziente che vuole portare alla luce quanti più dati possibili, in un accurato lavoro di ricostruzione storica e anagrafica degli anni dal 1937 al 1956.

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alba Asinara
alba Asinara

Se cercate l’emozione intensa della natura incontaminata e scatti di ricordi indimenticabili, la Sardegna del Nord Ovest è ciò che fa per voi. Ecco i nostri consigli per viverla a fondo.

Il tramonto al promontorio di Capo Caccia

Se soggiornate ad Alghero e dintorni, questa è una tappa da non mancare. Il promontorio di Capo Caccia, area naturale protetta, è visitabile dal mare o via terra. Per la visita alle celeberrime Grotte di Nettuno potete usufruire di una delle tante compagnie di navigazione che svolgono il servizio di trasporto da Alghero. Il tour vi permetterà di godere dell’arrivo via mare e di evitare così i 654 scalini che dal promontorio scendono alle Grotte.

L’esperienza però che vogliamo consigliare è quella di recarsi via terra al Promontorio di Capo Caccia un po’ prima del tramonto e godere di uno spettacolo mozzafiato. Essendo settembre ci siamo recati sugli alti scogli verso le ore 19, in altre stagioni come giugno e luglio si può ritardare l’arrivo. Se possibile, scegliete una giornata con cielo pulito e mare calmo. La discesa del sole rosso, la lunga scia dorata che proietta sul mare, gli scogli che si ergono maestosi dalle acque blu intenso sono un’emozione da vivere in silenzio. Per gli appassionati di fotografia un’occasione eccezionale. Scrutando le onde del mare siamo riusciti anche a cogliere il salto di un tonno forse impegnato in una battuta di caccia. Che dire? Una serata perfetta.

Wild Asinara: dormire in ostello nel Parco Nazionale.

L’Isola del Diavolo, tristemente nota per vicende legate prima alla ‘deportazione’ di prigionieri politici, poi al super carcere di massima sicurezza, è in realtà un paradiso naturale. L’isola dell’Asinara, raggiungibile dalla Marina di Stintino o da Porto Torres, è la dimostrazione che per provare l’ebrezza di angoli di natura incontaminata non servono mete esotiche. L’isola è ‘disabitata’, eccetto la comunità stagionale e i sovraintendenti del Parco Nazionale e Area Marina Protetta istituiti nel 1997. Ha tre zone fornite di servizi ristoro, bar, bagni pubblici: Fornelli, Cala Reale e Cala d’Oliva l’unico vero paese dell’Asinara. Potete scegliere di muovervi con il noleggio di biciclette o mini auto elettriche, percorsi trekking, visite guidate in fuoristrada. Valido anche il servizio navetta che garantisce il collegamento sulla tratta Sud-Nord e viceversa: 5 Euro il biglietto giornaliero (info: Fara Viaggi). Sono molti gli operatori turistici attivi sull’isola e tutti regimentati dalle severe regole di conservazione.

Tre must all’Isola dell’Asinara

  • Il centro recupero di animali marini a Cala Reale. Qui l‘Associazione TartaLife si dedica principalmente alla salvaguardia e al recupero delle tartarughe marine in difficoltà.
  • Nel Nord dell’Asinara a Cala d’Oliva si trova la sezione di Direzione Centrale del Carcere, dove potrete vedere un piccolo scorcio della vita di secondini e detenuti.
  • Sempre a Cala d’Oliva avrete la possibilità di immergervi totalmente nella vera Asinara pernottando all’Ostello Cargiaghe, unica attività ricettiva notturna. Gestito dalla Cooperarativa SognAsinara si trova nell’ex Foresteria delle guardie. Le camere sono doppie (rare), quadruple e multiple e i bagni in comune (divisi uomini e donne). Oltre al pernottamento nel prezzo è compreso il trattamento di mezza pensione, ma quello che si vive dopo che i tour organizzati lasciano l’isola non ha prezzo. La notte è buia e il cielo si illumina solo di stelle, l’alba entra nelle camerate e la sveglia mattiniera vi permetterà di un bagno esclusivo in alcune delle cale più belle della Sardegna: Cala Sabina e Cala dei Turchi, raggiungibili dall’ostello con un comodo sentiero lungo mare in circa 30 minuti di camminata.

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Consigli pratici per l’Asinara

Scarpe da trekking, qualche bottiglietta d’acqua, scarpette da scogli, maschera da mare o in alternativa occhialini, after bite per pinzature di insetti o di meduse.

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