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60 secondi per scoprire le bellezze di Spoleto e delle Cascate delle Marmore, per leggere l’articolo completo clicca QUI.

La Valnerina si trova in Umbria in provincia di Perugia, a ridosso della provincia di Terni.Valnerina veduta da Montefranco

La prima meta è Montefranco dove stabiliamo la nostra base. Si tratta di un borgo medievale di origine longobarda arroccato su un colle che domina le valli sottostanti, ideale per riposare in tranquillità.

Montefranco
Monfefranco – il borgo

I tesori della Valnerina: il borgo di Arrone

Arrone – i vicoli

Un altra perla della Valnerina è Arrone. E’nel novero dei borghi più belli d’Italia e fonda le sue radici nel IX secolo. La salite al nucleo storico permette di apprezzare i vicoli medievali perfettamente conservati. Sembra veramente di essere al tempo dei longobardi!

Ritorniamo alla base di Montefranco. il giro per i vicoli alle luci dei lampioni è suggestivo e ci prepara alla cena presso il Ristorante Il tralcio e l’uva attiguo all’albergo.

Le mummie di Ferentillo

Ferentillo – la rocca di Precetto

La Valnerina ci riserva altre sorprese.  Nelle vicinanze di Montefranco sorge Ferentillo, borgo diviso tra due rocche, anche queste di origini longobarde, Precetto e Matterella. Una delle particolarità del borgo è che al di sotto della chiesa di Precetto è situato il museo delle mummie (qui).

Spoleto

Lasciamo la Valnerina per dedicarci ad una delle più belle città dell’Umbria Spoleto.

Rocca Albornoziana e Ponte delle Torri – Spoleto
Duomo di Spoleto
Duomo di Spoleto

Simboli della città sono la Rocca Albornoziana, il Ponte delle Torri ed il Duomo, simboli del potere temporale e spirituale della chiesa romana e del papato. E’ consigliabile effettuare prima la visita alla rocca per via degli orari. Il ponte non è comunque attraversabile. Ridiscendendo le vie di Spoleto, ci dedichiamo con calma alla visita de suo Duomo che ha orario continuato. Una sosta in una tipica trattoria spoletina (qui) e riprendiamo il giro per le vie di Spoleto.

Le Cascate delle Marmore

cascate delle Marmore
Cascate delle Marmore – Valnerina

Freschi e riposati, ci dirigiamo verso il Parco delle Cascate delle Marmore, non prima di aver controllato gli orari di apertura delle cascate (qui). L’ampio parcheggio prossimo alla biglietteria permette di accedere ai sentieri principali ai piedi delle cascate. Decidiamo di affrontare i primi tre sentieri non prima di esserci premuniti di buoni impermeabili. La salita sul sentiero numero 1 ci porta all’affaccio affianco alla cascata e poi più su fino alla terrazza belvedere. Ridiscendiamo a valle ci godiamo la chiusura delle acque comodamente seduti sulle panchine proprio di fronte alla cascata.

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San Martino di Castrozza ci ha letteralmente rapiti. Dopo il primo assaggio estivo (qui) ed un’incursione invernale (qui), siamo nuovamente suoi ospiti.

Con più giorni a disposizione possiamo scoprire alcuni suoi tesori nascosti. Siamo in montagna pertanto armati di buone scarpe da trekking, bastoncini e acqua, può iniziare la nostra esplorazione.

San Martino ed i suoi sentieri

Dal centro di San Martino, dalla partenza della Funivia Colverde partono numerosi sentieri alla base delle Pale di San Martino.

Malga Civertaghe

Oggi seguiamo le indicazioni  per Malga Civertaghe la malga più antica del Trentino. Il sentiero è facile e permette di camminare sovrastati dalle magnifiche Pale.

Sul percorso si incontrano cascatelle e piccoli guadi, ma niente paura, il percorso è adatto anche ai bambini, basta ricordarsi di portarsi dietro acqua a sufficienza e qualche boccone per sfamarsi. All’arrivo si è ripagati della fatica. La malga accoglie i visitatori con la propria cucina all’aperto, animali da cortile, asini, ed il boschetto degli Hobbit per i più piccoli.

Malga Civertaghe

Ci fermiamo per pranzo (polenta e salsiccia alla brace) e ci godiamo il riposo dal pratone che sovrasta la malga. Il ritorno ci riporta con un altro sentiero al centro di San Martino, attraversando numerosi pascoli popolati da mucche e asini.

Il Cristo Pensante

Parcheggio Passo Rolle

L’indomani decidiamo di affrontare un percorso decisamente più impegnativo. La partenza è dal Passo Rolle, raggiungibile da San Martino di Castrozza sia in auto che in autobus di linea in circa 25 minuti. Da quota 1980mt dove è situato un ampio parcheggio, seguiamo le indicazioni per il Trekking del Cristo Pensante che punta verso la Baita Segantini . Questo sentiero permette di ammirare il gruppo delle Pale di San Martino da un’altra prospettiva e di spaziare con il panorama fino alla Marmolada.

Marmolada – sentiero del Cristo Pensante

Lungo il sentiero si incontrano notevoli resti degli insediamenti militari della I Guerra Mondiale. Il sentiero stesso è in parte quello costruito dagli Alpini. Sotto il sole il paesaggio ci appare meraviglioso, ma in inverno la storia è un’altra e ci parla di stenti, freddo polare e ripari di fortuna. La targa sulla sommità del Monte Castellazzo ci ricorda il dramma della follia umana.

Cristo Pensante – 2333mt

Giungiamo alla sommità del picco e, proprio sopra i resti delle trincee, ecco la statua del Cristo Pensante, siamo a quota 2333 mt. La sosta ci permette di ammirare il panorama mozzafiato delle vallate e delle montagne circostanti.

Cristo Pensante – panorama

Questo percorso è di difficoltà media ed è abbastanza faticoso. Non è consigliabile affrontarlo senza abbigliamento tecnico, bastoncini da trekking (utilissimi per la discesa) ed un’adeguata scorta di acqua, il sentiero è completamente scoperto. Dopo il riposo affrontiamo la discesa, assai più breve e meno suggestiva dell’ascesa, ma non meno difficile.

Malga Pala

Le belle giornate si susseguono e decidiamo di visitare un’altra malga, questa situata proprio sopra San Martino. Partendo dalla partenza della cabinovia Colverde, attacchiamo il sentiero 701  che si snoda lungo la pista da sci omonima che d’inverno è possibile percorre anche in notturna.

Arrivati a circa metà della salita è possibile addentrarsi nel bosco, seguendo le indicazioni per Malga Pala (sentiero 725). Il sentiero è pianeggiante e molto più piacevole da percorrere.

All’arrivo il paesaggio è quello della casa di Heidi, circondato da pascoli scoscesi e popolato di mucche arrampicatrici.

Malga Pala – pascoli

Questa è una vera malga, abitata tutto l’anno, dove l’allevamento viene ancora praticato con i ritmi di un tempo. La polenta si fa con la “trisa” nel paiolo appeso nel caminetto e la panna cotta….beh, le mucche sono proprio qui, inutile ragionarci.

Stanchi dopo questi giorni di passeggiate rientriamo nel nostro appartamento presso il Residence Lastei . Ci rilassiamo nella sauna adiacente la piscina interna alla struttura.

Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto modo di assaggiare la cucina locale, sia nelle malghe (Malga Civertaghe e Malga Pala)  che presso il Rifugio Capanna Passo Valles. Quest’ultimo è un ristorante situato proprio sul Passo Valles dove, in un ambiente tradizionale, si gustano ottimi piatti della tradizione.

Rocchetta Mattei è uno di quei gioielli italiani che la passione e la volontà delle persone ha permesso di arrivare intatta ai giorni nostri.

Rocchetta Mattei – ingresso

Costruita dal Conte Cesare Mattei, facoltoso uomo d’affari alla metà del 1800, si trova nel bel mezzo dell’appennino Bolognese. La strada per arrivare alla Rocchetta Mattei mette a dura prova il mal d’auto, ma si viene ripagati dalla visita.

Per visitarla occorre prenotare direttamente dal sito ufficiale , sono visite guidate, di poco più di un’ora che consentono di conoscere la storia e le curiosità di questo palazzo.

Il melting pot di Rocchetta Mattei

Già entrando dal cancello principale si capisce che lo sviluppo del palazzo è stato tutt’altro che lineare con innesti medievali, influssi arabeggianti e tocchi liberty.

Rocchetta Mattei – le torri

La Torre medievale del castello del XIII sec. è unita ad una torretta rotonda che ricordano il Castello di Neuschwanstein ed ancora alla torre campanaria che rimanda a Granada.

All’interno si ha la sensazione di trovarsi in un luogo veramente eccezionale. Il cortile interno richiama in scala la famosa fontana dei leoni dell’ Alhambra.

Ceramiche Azulejos, iscrizioni arabe, corridoi labirinto, passaggi segreti, scalinate a chiocciola, decorazioni spagnole. Tutto questo disorienta il visitatore creando l’illusione di ardite architetture od improbabili colonnati.

La storia che ha ispirato la costruzione Rocchetta Mattei è ancora più affascinante e romantica, ma non vi vogliamo rovinare tutte le sorprese. Visitarla è l’unico modo per conoscerla.

Sappiate solo che il Conte Mattei era un personaggio molto particolare. La sua camera da letto era raggiungibile solo attraversando un ponte levatoio che tutte le notti veniva chiuso.

Nonostante questo, la sua fama alla fine del 1800 era pari a quella di una rockstar mondiale. La terapia da lui inventata, l’elettromeopatia, è diventato il suo marchio di fabbrica ed è ancora ben visibile in uno dei cortili interni.

Indicazioni utili

Proveniendo dalla Toscana, il percorso più agevole è quello che passa da Porretta Terme. Quello più veloce, almeno nel tratto iniziale, è quello che passa dalla A1 – Panoramica uscita Rioveggio direzione Grizzana Morandi.

Per il pranzo vi consigliamo una piacevole sosta alla Trattoria nel Castagneto , per gustare la vera sfoglia fatta in casa ed i sapori autentici della cucina locale con prodotti di stagione.

 

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San Martino di Castrozza, ovvero le Dolomoti in inverno

Dopo la breve visita estiva (leggi qui) San Martino di Castrozza ci ospita nuovamente in inverno. I paesaggi verdi lasciano il posto alla neve, tanta neve! Non abbiamo trovato molto sole, tuttavia il panorama delle Pale di San Martino innevate è unico e suggestivo.

Dopo esserci sistemati in uno dei molti residence della cittadina, sfruttiamo la prima giornata per una ciaspolata. L’itinerario è abbastanza facile, senza troppo dislivello, tuttavia la neve rende lenta la marcia. Dal centro del paese ci inoltriamo nella foresta lungo il sentiero 724, ma il meteo non ci assiste e le cime delle Pale di San Martino rimangono coperte dalla fitta coltre di nuvole.

La nostra meta è la malga Civertaghe , la più antica del Trentino, riaperta da qualche anno grazie alla passione dei 3 fratelli. Un cane ed un gatto ci accolgono tra la neve, curiosi dei tanti visitatori che si accalcano nella tenda adiacente al chiosco. Al suo interno una vecchia stufa artigianale riscalda l’ambiente e tiene calda l’acqua per le bevande calde.

Malga Civertaghe

Effettuiamo una sosta per assaggiare uno dei tanti spuntini caldi e trovare riparo sotto una breve nevicata. Ci rimettiamo in viaggio per concludere l’itinerario ad anello che ci riporta a San Martino di Castrozza. Per la cena utilizziamo la cucina a nostra disposizione facendo acquisti di prodotti locali al supermercato in centro e ci riscaldiamo con i famosi canederli in brodo, una vera delizia.

Lo sci, lo sport invernale per eccellenza.

L’indomani sfruttiamo gli impianti sciistici di San Martino di Castrozza-Passo Rolle. Le abbondanti nevicate hanno creato un bel manto nevoso e le piste sono preparate alla perfezione. Dopo una giornata “faticosa” decidiamo di rilassarci con un aperitivo al tramonto direttamente sulle piste da sci con birra e formaggi locali.

San Martino di Castrozza ci ha letteralmente conquistati. Il centro, con i suoi numerosi negozi ed i dintorni con scenari incredibili e tantissime attività da fare, in qualsiasi stagione!

QUi sotto la video sintesi del nostro soggiorno!

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Castello di Neuschwanstein

La Baviera è una delle regioni più visitate della Germania, ed anche noi l’abbiamo scelta come meta…Invernale. La strada più agevole per raggiungere la Baviera è quella che passa dal Brennero ed attraversa l’Austria, per il quale è necessario dotarsi dell’apposita vignetta.

Fussen ed il castello di Neuschwantein

Puntiamo direttamente su Fussen, graziosa cittadina a 3 km dal confine austriaco. Sarà la nostra base per visitare il castello di Neuschwanstein . La fortezza è in realtà l’ultima dimora del re Ludwig II, da lui voluta e fatta realizzare alla fine del 1800. A questo castello si è fortemente ispirato Walt Disney per ambientare la favola di Biancaneve. Al Palazzo si giunge in carrozza o a piedi seguendo l’antico percorso immerso nella foresta e la visita avviene obbligatoriamente con audioguida. Il tempo nelle sale del palazzo si è fermato al 1886. Con la neve il paesaggio circostante è ancora più suggestivo e l’indomani ripartiamo alla volta di Monaco di Baviera.

Sulla strada ci fermiamo a Landsberg am Lech, cittadina situata sulle rive del fiume Lech lungo la Romantik Strasse. Qui si trova la Mutterturm, la famosa torre dal tetto d’oro.

Monaco di Baviera è la capitale della regione.

BMW Welt – Monaco di Baviera

La prima tappa è la sede della BMW che qui ha stabilimento, museo e vetrina tecnologica al BMW Welt . Inutile sottolineare che il parcheggio sotterraneo è occupato quasi interamente da BMW. La sera ceniamo presso una delle tante birrerie tradizionali bavaresi. L’indomani affrontiamo il Deutsches Museum , il museo di scienze e tecnologia visitato da oltre un milione di persone l’anno. Attualmente è in fase di ampliamento ed alcune sezioni riapriranno nel 2020. Il percorso storico ricostruito all’interno delle miniere, lo spaccato di un sottomarino (U-Boat) a grandezza naturale e tutta la sezione interattiva dedicata agli esperimenti valgono le ore spese all’interno del museo. Per il pranzo ci dirigiamo verso il Viktualienmarkt, mercato alimentare all’aperto dove è possibile mangiare ed acquistare tutte le specialità bavaresi. Trascorriamo il resto del pomeriggio e la sera nel centro di Monaco dove il mercatino natalizio occupa tutte le piazze e le vie del centro.

Consigli di viaggio

Acqua minerale – nei locali pubblici il costo è esorbitante, conviene fare una scorta di bottigliette nei market locali.

Trasporti – i mezzi pubblici sono efficientissimi ed hanno un costo moderato; per l’auto conviene prevedere un hotel dotato di parcheggio privato, anche a pagamento. Il traffico non è mai un problema nemmeno con la neve, ma è obbligatorio avere i pneumatici invernali, qui le catene sono quasi proibite… In Austria benzina e gasolio sono più economici di Italia e Germania.

Acquisti – le settimane precedenti le festività natalizie è periodo di saldi e considerando l’attuale regime fiscale tedesco, si possono fare buoni affari.

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