Fly&Drive

Scopri il nostro itinerario in Norvegia: tour di 14 giorni

Il nostro diario di viaggio fly&drive in Norvegia. Le tappe a Trondheim, Alesund, Bergen e Oslo. Le strade panoramiche e i paesaggi incantati dei fiordi.

Giorno 1: 27 agosto 2022, Firenze-Oslo

Ci alziamo alle 4 di mattina per andare in aeroporto a Firenze, ma la partenza inizia con un thrilling. Il taxi prenotato non arriva (ovviamente, senza alcun preavviso!).

 

Dopo una vana attesa che è parsa un’eternità, prendiamo l’auto e scegliamo l’opzione Fly Parking Firenze (che ci ha letteralmente salvato la vacanza).

 

Alle 14 atterriamo ad Oslo e secondo programma andiamo a ritirare l’auto a noleggio. Ed ecco il secondo imprevisto di giornata. Stavolta, però, si tratta di un imprevisto positivo. L’auto prenotata non è disponibile e ci forniscono una BMW Serie 3 Touring Ibrida.

 

Un’auto super sportiva, purtroppo poco adeguata ai severi limiti di velocità vigenti (e rispettati) in Norvegia. Però, insomma, niente male!

 

Finalmente, mettiamo le ruote per strada e ci spostiamo verso la prima tappa. Il tragitto ci regala un primo impatto all’altezza: strade solitarie che costeggiano laghi e boschi, cielo pulito e aria leggera.

 

Statua alce gigante in Norvegia

 

Arriviamo allo Stav Hotel, un albergo lungo strada, in stile motel USA, fuori Trondheim.

 

Giorno 2: Korgfjellet

Ci spostiamo per 400 km verso nord. Facciamo alcune soste lungo strada: la Norvegia ci appare aspra e dolce allo stesso tempo e il paesaggio corre veloce come le nuvole bianche nel cielo azzurro. Alle 16 arriviamo al rifugio montano di Korgfjellet a 550 metri sul livello del mare.

 

 

Il termometro segna circa 7°C. Il primo assaggio di freddo del grande Nord. Lo accolgo come un regalo per mio 50° compleanno.

 

Giorno 3: da Korgfjellet a Camping Gullesfjord

Proseguiamo lo spostamento e tocchiamo uno dei luoghi iconici della Norvegia: il passaggio dal Circolo Polare Artico, degnamente segnato da un meridiano a terra presso l’Arctic Circle Center.

 

 

Dopo un altrettanto iconica tappa a Hell Station arriviamo al camping Gullesfjord. Gli alloggi sono case di legno sul fiordo. Con sorpresa ci fanno sistemare in una maxi casa a due piani. Peccato, che l’host avesse sbagliato: l’alloggio a noi riservato era una casetta di dimensioni molto più ridotte.

 

Un piccolo ricovero con un letto un angolo cottura e poco più. La casetta degli gnomi sul fiordo è un posto che ricorderemo a lungo.

 

Giorno 4: 30 agosto, Andenes

Da anni ho un sogno: vedere nuotare le orche libere nel mare. Da ragazzina sono stata con i miei genitori al Sea World di Orlando. Adesso, non ci tornerei mai e spero che chiudano tutte le strutture che tengono prigioniere queste creature così intelligenti e affascinanti. Ad Andenes c’è un importante Whale Center che organizza diversi tipi di Sea Safari.

 

Abbiamo prenotato un’uscita con uno Zodiac, ma le condizioni meteo sono avverse e l’escursione è annullata. Ci resto malissimo! Tra l’altro questa delle orche è ormai una maledizione, perché anche a Valdez in Alaska (due anni dopo) subirò la stessa sorte.

 

Insomma, questo desiderio è ancora lì da smarcare e ho già una mezza idea di come realizzarlo. Non dico nulla per scaramanzia.

 

Giorno 5: 31 agosto, da qualche parte nel nord della Norvegia

Ci spostiamo da Andenes e facciamo nuovamente sosta al Circolo Polare che ci regala un freddo pungente con il sole. Lungo il percorso incontriamo strutture strane in stile Route 66 e diners improbabili. Infine, arriviamo a Mo i Rana, una tappa non prevista del viaggio che si rivela senza dubbio una piacevole scoperta. Il tramonto sul fiordo è da cartolina.

 

Giorno 6: 1° settembre, da Mo i Rana a Trondheim

Facciamo un tappone di spostamento di 7 ore per scendere dalla regione Norge della Norvegia a Trondheim.

 

 

Giorno 7: 2 settembre, Trondheim

Posto fantastico! Tutto quello che ci si aspetta da una cittadina della Norvegia. Ci siamo goduti un giro in città toccando tutti i posti più fotografati e fotografabili:

 

 

Non mi sono fatta mancare un giro in una biblioteca pubblica. Qui i luoghi culturali sono centri di aggregazione sociale, liberi e per ogni fascia di età. La cosa mi piace!

 

p.s. Nella biblioteca che ho visitato ho trovato una sezione nerd con tutto lo scibile sulla saga di Guerre Stellari e su quella di Harry Potter.

 

Giorno 8: 3 settembre, da Trondheim ad Alesund

Lo spostamento è facile e breve, circa 300 km con due traghetti. Durante la tappa percorriamo l’Atlantic Road, definita una delle strade più scenografiche di Europa. La fama è meritata. Facciamo qualche sosta per le foto di rito e arriviamo alla meta del giorno: Alesund.

 

 

Giorno 9: 4 settembre, Alesund e Alnes

Ci godiamo Alesund dal punto panoramico della Collina Aksla. Per arrivare in cima al belvedere ci sono 418 gradini, ma la vista li merita tutti.

 

 

Dopo il giro in città ci spostiamo al faro di Alnes sull’Isola di Godoy. Al di là dello storico faro del 1876, alto 26 metri, questo luogo rappresenta alla perfezione la mia immagine ideale della Norvegia. Spazi liberi, contrasti di colori e aria frizzante.

 

Giorno 10: 5 settembre, da Alesund a Bergen

Tappa lunga di trasferimento, con due traghetti, ricca di scorci e paesaggi diversi: dal fiordo ai passi di montagna con ghiacciai.

 

Giorno 11: 6 settembre, Bergen

Bergen è come mi aspettavo. I dock colorati sono molto caratteristici, il mercato del pesce animato e le strade del porto piene di locali. Facciamo i turisti con una crociera di qualche ora sul fiordo e una cena tipica al gastropub Pingvinen.

 

 

Giorno 12: 7 settembre, Bergen

Ci concediamo un po’ di shopping nelle vie del Bryggen, il quartiere storico di Bergen e poi una sosta culinaria ai track food di prodotti tipici. Simone opta per un panino con l’alce (Bullwinkle J. Moose perdonalo!) e io per una leggerissima patata ripiena di formaggio.

 

Smaltiamo con un giro nei boschi intorno alla Stavkirke di Fantoft, completamente distrutta da un incendio doloso nel 1992 e ricostruita in modo fedele all’originale nel 1997.

 

Giorno 13: 8 settembre, da Bergen a Oslo

 

La tappa è bella, perché tocchiamo due siti decisamente imperdibili:

 

 

Giorno 14: 9 settembre, Oslo

Eccoci arrivati nella capitale della Norvegia. Abbiamo un programma denso. La città è intrigante e in trasformazione. Cominciamo con la visita alla Galleria Nazionale di Oslo, il Nasjonalmuseet. Si tratta di un museo godibile, facile da visitare e dove è possibile trascorrere qualche ora tra opere d’arte dall’antichità al contemporaneo. Imperdibile una foto al dipinto più famoso della Norvegia: L’Urlo di Edvard Munch (qui nella sua prima versione del 1893).

 

 

Per cena troviamo un locale alla moda nella zona del porto di Oslo. Scegliamo salmone (qui va bene dalla colazione alla cena) annaffiato con due mezzi calici. Il costo degli alcolici in Norvegia è da bene di super lusso. Non si trovano nei supermercati e nei locali costano il triplo rispetto all’Italia. Ma è il compleanno di Simone ed è giusto festeggiare!

 

Giorno 15: 10 settembre, Oslo

Oggi andiamo a giro per Oslo. Ci dedichiamo allo shopping, perché i negozi di articoli sportivi tecnici qui sono mediamente accessibili e di ottima qualità. Visitiamo l’Opera House di Oslo che è diventata parte integrante dello skyline cittadino e ci godiamo lo spettacolo dell’Oslo Pride 2022.

 

L’ultima sera in Norvegia brindiamo con una birra in un pub irlandese. La vacanza sta per finire.

Giorno 16: 11 settembre, Oslo Firenze

Abbiamo ancora un po’ di tempo per girellare e ne approfittiamo per tornare alla zona del Museo Munch e al porto. Da qui arriviamo a piedi alla stazione centrale (distanza meno di un chilometro). Prendiamo il treno veloce per aeroporto.

 

È il momento di dire arrivederci alla Norvegia che ci saluta con quel cielo azzurro illuminato da sole, che non ci ha mai lasciato durante il viaggio.

 

Til vi sees igjen Norge

 

Racconto di viaggio di Rebecca e foto di Simone

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