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La capitale tedesca ha saputo rinascere dalle macerie del passato.

Berlino ha rimarginato le cicatrici del conflitto mondiale e le cupe tenebre della guerra fredda per farla rinascere come una delle città di tendenza a livello globale.

alexander platz – il centro di Berlino

Come arrivare a Berlino in camper

Raggiungerla dall’Italia è semplice utilizzando la Bundesautobahn 9 (o A 9)  che la collega a Monaco di Baviera. Le numerose aree  di sosta ed i campeggi lungo la strada permettono di arrivare in città comodamente. La Germania è infatti la capitale europea dell’outdoor ed è facile imbattersi in mezzi d’epoca che ancora viaggiano su strada. Nonostante questo, nel centro di Berlino esiste una sola area di sosta il Whonmobile Oase , spartana ma vicina a centri commerciali e tutti i mezzi di trasporto per visitare la città.

Bundesautobahn 9 - autostrada da Monaco a Berlino
Bundesautobahn 9 – autostrada da Monaco a Berlino

Cosa vedere in città, consigli utili

La città è vasta ma i mezzi di trasporto sono efficienti e permettono di raggiungere comodamente i luoghi iconici di Berlino.

Ampelman – il simbolo di Berlino

Ampelman ci accompagnerà durante tutta la visita della città: da semplice indicazione semaforica, l’omino verde è diventato il simbolo della città in movimento.

 

Alexsander Platz oggi è una piazza ricca di centri commerciali e punto di ritrovo dei giovani Berlinesi, a poca distanza l’isola dei musei sede del Bode Museum e della Alte Nationalgalerie (qui per tutte le informazioni su eventi ed orari).

Isola dei musei -Berlino

Il Reichstag, il Bundestag e la Porta di Brandeburgo si trovano nella medesima zona: è tuttavia necessario fare una lunga passeggiata per vederli tutti.

Porta di Brandeburgo

Nei dintorni è possibile visitare il toccante Denkmal für die ermordeten Juden Europas (Memoriale per gli Ebrei assasinati d’Europa).memoriale degli Ebrei assassinati d’Europa

Per vedere le cicatrici della Guerra Fredda occorre spostarsi a sud oltre Leipziger Strasse per arrivare fino al Check Point Charlie, per decenni uno dei punti di passaggio tra Est e Ovest del mondo.

Check Point Charlie -Berlino

Berlino, il passato ed il futuro della capitale

La città si è lasciata alle spalle le ombre cupe del passato per rinascere e proiettarsi nel futuro: Potsdamer platz, il Sony Center e al Stazione Hauptbahnhof sono una perfetta sintesi della nuova capitale.

Potsdamer platz
Sony Center
stazione Hauptbahnhof
stazione Hauptbahnhof

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ponte sui funi rebecca 11 dicembre ciclovia san martino siror

Incuriosita dall’apertura della nuova ciclovia che collega San Martino di Castrozza a Siror decido di provare l’avventura.

In realtà, con le poche indicazioni trovate in rete la prima idea è quella di andare a vedere se la cosa è fattibile.

La giornata è bellissima. La neve ha imbiancato copiosamente il paesaggio. Ho scarponi da trekking invernali e pantaloni da sci, ma lascio in albergo le ciaspole. Mi dico che in caso di difficoltà posso sempre invertire la marcia.

san martino di castrozza pale neve

La partenza del percorso è sotto l’Albergo Colfosco, laddove la strada si biforca. Lascio la principale e, con albergo alle spalle, tengo la sinistra. Passato il ponte, si trova subito la prima indicazione per Siror.

Sono circa 9 km in totale, la mia preoccupazione è che non so esattamente quale sarà la situazione lungo il percorso. Intanto parto. Il primo tratto di strada sarebbe carrabile, ma la neve (circa 35 cm) la rende impraticabile per i mezzi a motore.

percorso carrabile innevato san martino sirorComincio a scendere e nel primo tratto trovo qualche traccia di ‘attività umana’.

La situazione cambia in località Transacqua quando si trova la sbarra che segna il vero e proprio inizio della ciclovia San Martino di Castrozza Siror. Ci sono impronte sulla neve che indicano che qualcuno (forse il giorno prima) ha già fatto il percorso, con le ciaspe immagino vedendo il tipo di segno.

La spinta a continuare è la voglia di vedere il ponte sulle funi che attraversa la Val de Vècia. Quando arrivo, dopo più di un’ora di passeggiata in solitaria, mi emoziono a vederlo coperto di neve. Lo sto per attraversare: sono 58 metri sospesi su 23 metri di altezza.

ponte sui funi val della vecia

La mia presenza disturba una coppia di caprioli che erano proprio in prossimità del ponte e uno di loro rientra di sfuggita nel mio video.

 

 

La soddisfazione per essere arrivata a questo punto del percorso è grande! Mancano ancora 4,8 km a Siror, ma il più è fatto. Sto per abbandonare i boschi. La neve rende ogni cosa speciale.

casette ciclovia san martino sirorpaesaggio innevato trekking san martino siror

L’ultimo tratto di sentiero fino a Siror costeggia il fiume. Continuo a non trovare nessuno, ma i segnali azzurri su alberi e rocce e quelli lungo percorso accompagnano la fine della mia avventura.

All’arrivo mi aspetta Siror, un paesino molto caratteristico che nel mese di dicembre ospita il tradizionale Mercatino di Natale. Il sabato è chiuso, ma mi riprometto di tornarci il giorno successivo (domenica 12 dicembre). Sarà l’occasione per approfondire la scoperta del paese che lascia intravedere cose interessanti.

FOTOGALLERY SIROR

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simone artigiano

Bottega Artigiana Cazzato a Specchia dal 1890. La produzione di cesti, fiscoli e tappeti di corda nella nostra visita guidata.

Specchia ci ha regalato uno spicchio di Salento autentico, finalmente! Dopo aver visitato la mostra “La morte dei Patriarchi” che documenta il dramma dell’estinzione degli ulivi secolari, causa Xylella, ci siamo imbattuti nella bottega Artigiana Cazzato.

La tradizione degli antichi fiscoli, usati nella produzione olearia, è ancora viva grazie all’ingegno della quarta generazione della famiglia Cazzato. I telai originali sono adesso utilizzati per produrre oggetti come tappeti, sottopentola, cesti e anche oggettistica in cocco, cotone e corda.

cestini corda specchia

Nella bottega il tempo sembra essersi fermato. Ma basta ascoltare i racconti per capire che la storia familiare non ha mai smesso di ‘intrecciarsi’ con quella del territorio salentino.

telaio bottega artigiana cazzato

Un territorio un tempo a vocazione totalmente agricola e caratterizzato da quegli ulivi che rischiano l’estinzione a causa di un parassita alieno: un microbo capaci di uccidere esseri viventi sopravvissuti a due Guerre Mondiali e a cambiamenti epocali. Oggi dei loro corpi nodosi e vigorosi restano rami secchi e tronchi vuoti come simulacri.

olivo morto xylella salento

Le loro storie però sono raccontate ancora dai telai usati per fare i fiscoli, attrezzi desueti, che tornano a nuova vita grazie alla passione di chi crede nel lavoro delle mani e di chi ama visceralmente la tradizione locale.

corde cazzato

Info visite Bottega Cazzato Specchia: +39 320 5707848

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montalbano jonica tramonto

Dopo le escursioni nei paesi delle Piccole Dolomiti Lucane, abbiamo deciso di immergerci nelle atmosfere lunari dei Calanchi della Basilicata. Ecco il racconto e le immagini della nostra passeggiata.

I Calanchi, formazioni argillose residui dei fondali marini, fanno da sfondo a buona parte dei territori centro meridionali della Basilicata.

Grazie a Maurizio, guida del CEA I Calanchi, abbiamo avuto l’occasione di scoprire alcune curiosità relative a queste formazioni così caratteristiche e soprattutto di camminarci dentro.

I Calanchi del Montalbano fanno parte di una Riserva Naturale Speciale, istituita nel 2011. Si tratta di una mappa geologica che permette di studiare la conformazione del territorio attraverso le ere geologiche.

Il territorio è ricco di flora e fauna e gli avvistamenti di rapaci sono piuttosto comuni (la Basilicata ospita la più alta popolazione di nibbi reali in Italia).

rapace basilicata

Dopo la presentazione scenografica dall’alto del Belvedere di Montalbano Jonico (dal quale si gode in lontananza della vista di Craco), abbiamo imboccato “U pietto” un ripido sentiero che ci ha permesso di scendere fino ai ‘fondali del mare’.

craco vista da montalbano jonica

Il percorso è super suggestivo e fatto nel tardo pomeriggio consente di godere di sfumature di colore uniche, senza il pericolo di cuocersi al sole. Si cammina fra conchiglie e guglie di argilla, stando attenti alle buche naturali formate dall’erosione dell’acqua.

Foto Calanchi Montalbano Jonico

Un’esperienza assolutamente consigliata per apprezzare un territorio speciale, ancora autentico, ricco di contrasti (non solo cromatici). Il periodo migliore? Settembre certo, ma anche quello della fioritura come ci ha suggerito Maurizio.

Per info e contatti: ceaicalanchi@gmail.com

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essenza lucano ingresso

Essenza Lucano a Pisticci Scalo è una sosta che ci ha sorpreso: un percorso immersivo che permette di scoprire tanti segreti (non tutti) dell’amaro lucano.

Soggiorniamo fra Pisticci e Marconia e ci siamo accorti lungo strada di un cartello relativo al Museo dell’Amaro Lucano. Dal sito ufficiale abbiamo appreso che si tratta della casa espositiva del celebre amaro, inaugurata nel 2019 in occasione di Matera Capitale.

Essenza Lucano si articola in uno spazio destinato alla vendita dei tanti prodotti a marchio “Amaro Lucano“: alcolici (ovviamente), ma anche gadget e cosmetici. Si passa poi, attraverso il giardino aromatico della corte (dove le 30 erbe del Lucano si lasciano guardare e toccare) nel vero e proprio Museo.

Si tratta di uno spazio tecnologico, interattivo, nel quale è possibile ripercorrere non solo la storia delle origini del prodotto, ma anche studiare il successo delle campagne pubblicitarie attraverso le insegne e gli slogan, fra i quali spicca l’iconico: “Cosa vuoi di più dalla vita?“.

essenza lucano sensoriale

Il Museo permette di conoscere anche molte curiosità relative non solo a Pasquale Vena, che dalla sua bottega di alimentari a Pisticci fece conoscere il suo liquore aromatico al mondo, ma anche sulla Pacchiana.

La Pacchiana è che la donna immagine delle etichette dell’Amaro Lucano fin dalle origini (datate all’anno 1894). Si tratta di una popolana, scelta dal Vena in persona, vestita con gli abiti tradizionali di Pisticci.

la pacchiana amaro lucano

La cosa che ci ha colpito di più? Che anche l’Amaro Lucano (come la Coca Cola) ha il suo ingrediente segreto gelosamente conservato in una cassaforte di famiglia. Un segreto tramandato di generazione in generazione (siamo alla quarta) e attualmente in mano all’omonimo nipote del fondatore.

il segreto di amaro lucano

 

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craco cartello bianco e nero

Craco il paese fantasma del materano è un set perfetto non solo per film, ma il soggetto ideale per chi cerca un luogo non ordinario. Guarda la nostra galleria di foto.

Arrivare a Craco significa attraversare un territorio che evoca mille suggestioni: dal selvaggio West degli Stati Uniti a Pamukkale in Turchia. Suggestioni, appunto, perché in realtà i calanchi del materano, nella zona compresa fra Pisticci e Montalbano Jonico sono qualcosa di unico.

Avremo modo di apprezzarli meglio domani, con un trekking organizzato insieme a Maurizio (guida turistica ambientale locale), quando li vedremo da molto vicino.

Intanto oggi abbiamo avuto un primo assaggio percorrendo la strada che da Pisticci Scalo porta a Craco, la città disabitata diventata famosa per essere stata un set di alcuni film iconici:  da “Cristo si è fermato a Eboli” (1978) a “The Passion” (2004) di Mel Gibson (scena dell’impiccagione di Giuda).

Foto Gallery Craco (Basilicata)

Purtroppo post Covid-19, il percorso di visita guidata con la Craco Card non è più disponibile e ci siamo dovuti accontentare di foto dall’esterno. Il paese, dal 2020, è tornato ad essere disabitato e vuoto come da quel giorno del 1963 quando l’ennesimo crollo franoso costrinse i suoi abitanti alla fuga.

Dopo questo tour fotografico, sulla strada del ritorno ci siamo fermati a Essenza Lucano: Museo e Shop dell’Amaro Lucano.

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