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Gordes Provenza e Camargue in Camper

Diario di viaggio in camper sulle strade della Provenza e Camargue: con tappe a Gordes, Aigues Mortes e Saintes-Maries-de-la-Mer.

 

Dopo la prima notte di trasferimento (con pernottamento a Imperia), arriviamo giovedì 16 maggio alla prima tappa del nostro viaggio in Provenza e Camargue: Gordes.

 

Puntiamo diretti al parcheggio a ridosso del centro storico (quello della Gendarmerie), ma al nostro arrivo è tutto completo. E allora ripieghiamo per l’area di sosta prima del paese (circa 2 Km prima del centro storico), per visitare il Village des Bories.

 

sosta camper bories gordes

 

Lasciato il camper ci facciamo una passeggiata di 1,5 km per un primo assaggio di quest’area della Provenza.

 

Si tratta di case tipiche, capanne rurali con struttura a secco che ricordano i trulli della Puglia e alcune costruzioni della Sardegna.

 

Les bories costruzioni Provenza

 

Confidiamo nel fatto che nel tardo pomeriggio il centro di Gordes si svuoti e spostiamo il camper per andare all’area di sosta della Gendarmeria.

 

Troviamo posto, paghiamo 16 euro per 24 ore (carico e scarico non funzionano durante il nostro soggiorno).

 

Aspettiamo che passi la super grandinata del pomeriggio e ci godiamo il pernotto con appena un paio di altri camper.

 

Giro in camper Provenza Camargue – day 2

 

Venerdì 17 maggio dopo colazione abbiamo in programma un’escursione a piedi all’Abbazia di Senanque. Sono circa 4 km. Facciamo la strada asfaltata all’andata e quando la vediamo nella vallata in fondo, la vista ci ripaga del viaggio.

 

L’abbazia è famosa perché è uno dei luoghi iconici e più fotogenici durante la fioritura della lavanda. Noi siamo fuori periodo e possiamo solo immaginarci cosa diventi questo posto quando le centinaia (forse migliaia) di piante di lavanda fioriranno.

 

Decidiamo di entrare e ci facciamo la visita in autonomia con l’histopad. Il biglietto costa 8 euro, si vedono solo pochi ambienti ma la visita interattiva è comunque gradevole.

 

 

Al ritorno prendiamo alcuni sentieri interni – che ci permettono di apprezzare la campagna provenzale – per tornare a Gordes.

 

 

Breve pit stop e poi visita al paese. Citato come uno dei borghi più belli della Provenza, Gordes è diventato noto al grande pubblico per essere stato scelto come location del film Unottima annata – A Good Year, diretto da Ridley Scott, con Russell Crowe come protagonista.

 

Non ho visto il film, ma non mi stupisce che sia stato scelto come set cinematografico. Qui si respira quell’aria natural chic che ha reso la Provenza famosa del mondo. Ce lo giriamo godendoci gli scorci che ci regala con un cielo azzurro mozzafiato come cornice.

 

 

Pranzo con insalatona che nei colori celebra questo lembo di Provenza.

 

insalata in camper

 

Adesso siamo pronti in direzione di Aigues Mortes – seconda tappa del nostro viaggio in camper in Provenza e Camargue.

 

Prima però una toccata e fuga ad Avignone, dove approfittiamo dell’area di sosta Aire de Camping Car Pont d’Avignon per carico acqua e scarico: gratuiti i servizi e la prima ora di sosta (poi 5 euro per 6 ore e 11 euro per 24 ore).

 

Facciamo giusto la foto al Palazzo dei Papi e ci ristoriamo con una crepes (con l’italianissima Nutella, ovviamente!).

 

palazzo dei papi avignone

 

che mondo sarebbe senza Nutella

Arriviamo ad Aigues Mortes nel pomeriggio avanzato e scegliamo di dormire al P4 riservato ai camper: costa 22 euro per 24 ore è proprio sotto le mura, protetto da sbarra di accesso, con carico e scarico e Wc.

 

Approfittiamo del tramonto per goderci la visita di questa fortificazione medievale voluta da Luigi IX come porto sul mare, poi nei secoli interrato e oggi roccaforte sulle saline dal colore rosa che visitiamo la mattina dopo.

 

 

Giro in camper Provenza Camargue – day 3

 

Sabato 18 maggio alle ore 11 abbiamo prenotato la visita alle Saline du Midi con il Petit Train (costo adulti 13 euro). Dopo colazione, ci spostiamo al parcheggio per l’escursione.

 

Il meteo fa le bizze: il cielo è coperto e non possiamo apprezzare il colore rosa di queste acque. Comunque il giro permette di scoprire una risorsa naturale ed economica della zona.

 

 

Dopo il giro, ci fermiamo a un supermercato lungo strada per provviste e pausa pranzo.

 

E poi volgiamo all’ultima tappa del giro: Saintes-Maries-de-la-Mer centro della cultura gitana. Arriviamo proprio nel weekend che precede la Festa di Santa Sara, 24 e 25 maggio 2024.

 

Motivo per il quale non troviamo posto nel Camping Paradis Le Brise, riservato ai gitani accorsi da Francia e Spagna, e ripieghiamo all’area di sosta Plage Ouest accanto al Camping La Close du Rhone: costa 15 euro a notte, ma è praticamente sulla spiaggia e a meno di 2 km dal centro (raggiungibile in bici in pochi minuti).

parking car saintes maries de la mer

 

C’è un solo servizio per tutta l’area di sosta (non l’abbiamo testato per evitare sturbi), ma la posizione è davvero top!


 

Prima di cena facciamo una puntatina nel centro del paese, ci sono un mercato gitano e tantissime roulotte e camper parcheggiate in ogni spazio utile.

 

La cittadina è molto turistica, decisamente meno fascinosa di Aigues Mortes o Gordes, ma si riscatta grazie alla natura che la circonda e alle tradizioni che la permeano.

Giro in camper Provenza Camargue – day 4

 

Domenica 19 maggio è l’ultimo giorno in Camargue e vogliamo esplorarla con la bici. Optiamo per un giro classico: l’itinerario ciclabile fino al Phare de la Gacholle.

 

phare de la gacholle

 

Sono circa 13 km di strada con inizio del percorso dalla Plage Est, oppure con accesso al sentiero dal piazzale antistante il Camping Paradis Le Brise.

 

Lungo la strada di vedono numerose colonie di fenicotteri e se si è fortunati, noi lo siamo stati, volano in formazione proprio sopra la testa dei turisti.

 

fenicotteri camargue

 

Merita una sosta il punto panoramico de la Digue à la Mer: spiaggia fine e bianca, circondata da dune sabbiose.

 

digue à la Mer

 

Consiglio pratico nr. 1: non dimenticate lo spray anti zanzara (come invece abbiamo fatto noi) o finirete in pasto a fameliche zanzare tigre e nugoli di moscerini.

 

Consiglio pratico nr. 2: crema solare e cappellino indispensabili da maggio ad agosto.

 

Nota a margine: nessuna piazzola aveva il Wi-Fi. Per chi ha vocazione da nomade digitale – come la sottoscritta – non resta che la connessione router con cellulare (Santa Iliad!).

 

Buon viaggio!

#lametaèpartire #beeontour

 

 

La capitale tedesca ha saputo rinascere dalle macerie del passato.

Berlino ha rimarginato le cicatrici del conflitto mondiale e le cupe tenebre della guerra fredda per farla rinascere come una delle città di tendenza a livello globale.

alexander platz – il centro di Berlino

Come arrivare a Berlino in camper

Raggiungerla dall’Italia è semplice utilizzando la Bundesautobahn 9 (o A 9)  che la collega a Monaco di Baviera. Le numerose aree  di sosta ed i campeggi lungo la strada permettono di arrivare in città comodamente. La Germania è infatti la capitale europea dell’outdoor ed è facile imbattersi in mezzi d’epoca che ancora viaggiano su strada. Nonostante questo, nel centro di Berlino esiste una sola area di sosta il Whonmobile Oase , spartana ma vicina a centri commerciali e tutti i mezzi di trasporto per visitare la città.

Bundesautobahn 9 - autostrada da Monaco a Berlino
Bundesautobahn 9 – autostrada da Monaco a Berlino

Cosa vedere in città, consigli utili

La città è vasta ma i mezzi di trasporto sono efficienti e permettono di raggiungere comodamente i luoghi iconici di Berlino.

Ampelman – il simbolo di Berlino

Ampelman ci accompagnerà durante tutta la visita della città: da semplice indicazione semaforica, l’omino verde è diventato il simbolo della città in movimento.

 

Alexsander Platz oggi è una piazza ricca di centri commerciali e punto di ritrovo dei giovani Berlinesi, a poca distanza l’isola dei musei sede del Bode Museum e della Alte Nationalgalerie (qui per tutte le informazioni su eventi ed orari).

Isola dei musei -Berlino

Il Reichstag, il Bundestag e la Porta di Brandeburgo si trovano nella medesima zona: è tuttavia necessario fare una lunga passeggiata per vederli tutti.

Porta di Brandeburgo

Nei dintorni è possibile visitare il toccante Denkmal für die ermordeten Juden Europas (Memoriale per gli Ebrei assasinati d’Europa).memoriale degli Ebrei assassinati d’Europa

Per vedere le cicatrici della Guerra Fredda occorre spostarsi a sud oltre Leipziger Strasse per arrivare fino al Check Point Charlie, per decenni uno dei punti di passaggio tra Est e Ovest del mondo.

Check Point Charlie -Berlino

Berlino, il passato ed il futuro della capitale

La città si è lasciata alle spalle le ombre cupe del passato per rinascere e proiettarsi nel futuro: Potsdamer platz, il Sony Center e al Stazione Hauptbahnhof sono una perfetta sintesi della nuova capitale.

Potsdamer platz
Sony Center
stazione Hauptbahnhof
stazione Hauptbahnhof

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ponte sui funi rebecca 11 dicembre ciclovia san martino siror

Incuriosita dall’apertura della nuova ciclovia che collega San Martino di Castrozza a Siror decido di provare l’avventura.

In realtà, con le poche indicazioni trovate in rete la prima idea è quella di andare a vedere se la cosa è fattibile.

La giornata è bellissima. La neve ha imbiancato copiosamente il paesaggio. Ho scarponi da trekking invernali e pantaloni da sci, ma lascio in albergo le ciaspole. Mi dico che in caso di difficoltà posso sempre invertire la marcia.

san martino di castrozza pale neve

La partenza del percorso è sotto l’Albergo Colfosco, laddove la strada si biforca. Lascio la principale e, con albergo alle spalle, tengo la sinistra. Passato il ponte, si trova subito la prima indicazione per Siror.

Sono circa 9 km in totale, la mia preoccupazione è che non so esattamente quale sarà la situazione lungo il percorso. Intanto parto. Il primo tratto di strada sarebbe carrabile, ma la neve (circa 35 cm) la rende impraticabile per i mezzi a motore.

percorso carrabile innevato san martino sirorComincio a scendere e nel primo tratto trovo qualche traccia di ‘attività umana’.

La situazione cambia in località Transacqua quando si trova la sbarra che segna il vero e proprio inizio della ciclovia San Martino di Castrozza Siror. Ci sono impronte sulla neve che indicano che qualcuno (forse il giorno prima) ha già fatto il percorso, con le ciaspe immagino vedendo il tipo di segno.

La spinta a continuare è la voglia di vedere il ponte sulle funi che attraversa la Val de Vècia. Quando arrivo, dopo più di un’ora di passeggiata in solitaria, mi emoziono a vederlo coperto di neve. Lo sto per attraversare: sono 58 metri sospesi su 23 metri di altezza.

ponte sui funi val della vecia

La mia presenza disturba una coppia di caprioli che erano proprio in prossimità del ponte e uno di loro rientra di sfuggita nel mio video.

 

 

La soddisfazione per essere arrivata a questo punto del percorso è grande! Mancano ancora 4,8 km a Siror, ma il più è fatto. Sto per abbandonare i boschi. La neve rende ogni cosa speciale.

casette ciclovia san martino sirorpaesaggio innevato trekking san martino siror

L’ultimo tratto di sentiero fino a Siror costeggia il fiume. Continuo a non trovare nessuno, ma i segnali azzurri su alberi e rocce e quelli lungo percorso accompagnano la fine della mia avventura.

All’arrivo mi aspetta Siror, un paesino molto caratteristico che nel mese di dicembre ospita il tradizionale Mercatino di Natale. Il sabato è chiuso, ma mi riprometto di tornarci il giorno successivo (domenica 12 dicembre). Sarà l’occasione per approfondire la scoperta del paese che lascia intravedere cose interessanti.

FOTOGALLERY SIROR

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simone artigiano

Bottega Artigiana Cazzato a Specchia dal 1890. La produzione di cesti, fiscoli e tappeti di corda nella nostra visita guidata.

Specchia ci ha regalato uno spicchio di Salento autentico, finalmente! Dopo aver visitato la mostra “La morte dei Patriarchi” che documenta il dramma dell’estinzione degli ulivi secolari, causa Xylella, ci siamo imbattuti nella bottega Artigiana Cazzato.

La tradizione degli antichi fiscoli, usati nella produzione olearia, è ancora viva grazie all’ingegno della quarta generazione della famiglia Cazzato. I telai originali sono adesso utilizzati per produrre oggetti come tappeti, sottopentola, cesti e anche oggettistica in cocco, cotone e corda.

cestini corda specchia

Nella bottega il tempo sembra essersi fermato. Ma basta ascoltare i racconti per capire che la storia familiare non ha mai smesso di ‘intrecciarsi’ con quella del territorio salentino.

telaio bottega artigiana cazzato

Un territorio un tempo a vocazione totalmente agricola e caratterizzato da quegli ulivi che rischiano l’estinzione a causa di un parassita alieno: un microbo capaci di uccidere esseri viventi sopravvissuti a due Guerre Mondiali e a cambiamenti epocali. Oggi dei loro corpi nodosi e vigorosi restano rami secchi e tronchi vuoti come simulacri.

olivo morto xylella salento

Le loro storie però sono raccontate ancora dai telai usati per fare i fiscoli, attrezzi desueti, che tornano a nuova vita grazie alla passione di chi crede nel lavoro delle mani e di chi ama visceralmente la tradizione locale.

corde cazzato

Info visite Bottega Cazzato Specchia: +39 320 5707848

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montalbano jonica tramonto

Dopo le escursioni nei paesi delle Piccole Dolomiti Lucane, abbiamo deciso di immergerci nelle atmosfere lunari dei Calanchi della Basilicata. Ecco il racconto e le immagini della nostra passeggiata.

I Calanchi, formazioni argillose residui dei fondali marini, fanno da sfondo a buona parte dei territori centro meridionali della Basilicata.

Grazie a Maurizio, guida del CEA I Calanchi, abbiamo avuto l’occasione di scoprire alcune curiosità relative a queste formazioni così caratteristiche e soprattutto di camminarci dentro.

I Calanchi del Montalbano fanno parte di una Riserva Naturale Speciale, istituita nel 2011. Si tratta di una mappa geologica che permette di studiare la conformazione del territorio attraverso le ere geologiche.

Il territorio è ricco di flora e fauna e gli avvistamenti di rapaci sono piuttosto comuni (la Basilicata ospita la più alta popolazione di nibbi reali in Italia).

rapace basilicata

Dopo la presentazione scenografica dall’alto del Belvedere di Montalbano Jonico (dal quale si gode in lontananza della vista di Craco), abbiamo imboccato “U pietto” un ripido sentiero che ci ha permesso di scendere fino ai ‘fondali del mare’.

craco vista da montalbano jonica

Il percorso è super suggestivo e fatto nel tardo pomeriggio consente di godere di sfumature di colore uniche, senza il pericolo di cuocersi al sole. Si cammina fra conchiglie e guglie di argilla, stando attenti alle buche naturali formate dall’erosione dell’acqua.

Foto Calanchi Montalbano Jonico

Un’esperienza assolutamente consigliata per apprezzare un territorio speciale, ancora autentico, ricco di contrasti (non solo cromatici). Il periodo migliore? Settembre certo, ma anche quello della fioritura come ci ha suggerito Maurizio.

Per info e contatti: ceaicalanchi@gmail.com

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essenza lucano ingresso

Essenza Lucano a Pisticci Scalo è una sosta che ci ha sorpreso: un percorso immersivo che permette di scoprire tanti segreti (non tutti) dell’amaro lucano.

Soggiorniamo fra Pisticci e Marconia e ci siamo accorti lungo strada di un cartello relativo al Museo dell’Amaro Lucano. Dal sito ufficiale abbiamo appreso che si tratta della casa espositiva del celebre amaro, inaugurata nel 2019 in occasione di Matera Capitale.

Essenza Lucano si articola in uno spazio destinato alla vendita dei tanti prodotti a marchio “Amaro Lucano“: alcolici (ovviamente), ma anche gadget e cosmetici. Si passa poi, attraverso il giardino aromatico della corte (dove le 30 erbe del Lucano si lasciano guardare e toccare) nel vero e proprio Museo.

Si tratta di uno spazio tecnologico, interattivo, nel quale è possibile ripercorrere non solo la storia delle origini del prodotto, ma anche studiare il successo delle campagne pubblicitarie attraverso le insegne e gli slogan, fra i quali spicca l’iconico: “Cosa vuoi di più dalla vita?“.

essenza lucano sensoriale

Il Museo permette di conoscere anche molte curiosità relative non solo a Pasquale Vena, che dalla sua bottega di alimentari a Pisticci fece conoscere il suo liquore aromatico al mondo, ma anche sulla Pacchiana.

La Pacchiana è che la donna immagine delle etichette dell’Amaro Lucano fin dalle origini (datate all’anno 1894). Si tratta di una popolana, scelta dal Vena in persona, vestita con gli abiti tradizionali di Pisticci.

la pacchiana amaro lucano

La cosa che ci ha colpito di più? Che anche l’Amaro Lucano (come la Coca Cola) ha il suo ingrediente segreto gelosamente conservato in una cassaforte di famiglia. Un segreto tramandato di generazione in generazione (siamo alla quarta) e attualmente in mano all’omonimo nipote del fondatore.

il segreto di amaro lucano

 

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